Gestione Museo

Note dell'area riservata

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Ampliamento della struttura museale

 Marchio2 memoriem

 



UN MATTONE PER IL MUSEO

 

     Il fine principe del museo è di preservare la memoria storica attraverso la conservazione di oggetti, scritti, testimonianze, fotografie e filmati che, lungo percorsi di visita opportunamente predisposti e illustrati dalle guide, accompagnino i visitatori a ritroso nel tempo lungo il filo della storia dei nostri padri.

     Il museo deve essere un contenitore dinamico che sappia ogni anno proporre nuovi spunti e suggerimenti, anche attraverso l’incremento e la diversificazione delle collezioni esposte, da proporre al visitatore con competenza e professionalità.

 

Breve storia del museo

Nel 1992 per volere dell’allora parroco don Fabrizio Martelli e dell’associazione culturale il Trebbo, è stata ristrutturata la canonica, costruita nel 1683, adiacente alla chiesa a sua volta risalente al 1620.

 

ingressoLa generosità di numerosi enti e persone, sia residenti che villeggianti, permise di collocare le collezioni della Raccolta di Cose Montesine nella canonica ristrutturata, all’interno di ambienti estremamente caratteristici  con le pareti in sasso, travi a vista e pavimenti in legno.
Negli ultimi 10 anni la struttura ha visto crescere le collezioni storiche in nuovi spazi dedicati.

In termini storici:
-           Grazie a una serie di importanti conferimenti (nel 2003 e 2011) e donazioni (nel 2011 e 2012) , si sono aggiunte una serie di collezioni relative al periodo della seconda guerra mondiale che, ricordiamo, ha visto i monti adiacenti al paese teatro di sanguinosi combattimenti tra la 5a armata alleata e l’esercito Tedesco per lo sfondamento delle difese da quest’ultimo approntate sugli appennini, nel tratto centrale della Linea Gotica (Linea Verde II).
-          Nel 2011 sono stati inseriti alcune centinaia di libri di carattere storico, romanzi, cartoline e manifesti la cui maggior parte, per problemi di spazio, è a tutt’ora in magazzini.
-          Nel 2012 è stata inserita una collezione di armi, elmi e accessori risalenti al XVI secolo. 
-          Nel 2013 è stata inserita una raccolta di alcuni oggetti di interesse archeologico unitamente ad due  raccolte di minerali e fossili.
-          Nel corso degli anni le collezioni sono state incrementate di vari oggetti provenienti da prestiti, donazioni e versamenti da pubbliche istituzioni.

 In termini di crescita strutturale:
Nel 2010, grazie ai contributi del Comune di Montese, della Provincia di Modena e della Curia di Modena è stato recuperato l’edificio sul retro della canonica, già stalla e fienile, unendolo alla canonica stessa permettendo, conseguentemente, l’ampliamento degli spazi dedicati alle collezioni della Civiltà Contadina. Insieme a questi lavori sono state recuperate anche le stanze nel seminterrato della canonica che ora ospitano le collezioni dedicate alla lavorazione della castagno, della patata, del grano e l’enoteca.

Nel 2012 e 2013, con il contributo della Regione Emilia Romagna e del Comune di Montese, sono stati eseguiti i lavori di messa a norma per quanto riguarda l’eliminazione delle barriere architettoniche al fine di favorire l’accesso alle persone diversamente abili.

Per finanziare gli interventi di cui sopra l'Associazione Culturale Il Trebbo ha contribuito per circa 1/3 delle spese.


Gli accreditamenti:

Nell’anno 2012 la struttura Raccolta di Cose Montesine è divenuto museo a tutti gli effetti grazie al riconoscimento di Museo di Qualità da parte dell’istituto  per i Beni Artistici Culturali e Storici della Regione Emilia Romagna. Conseguentemente a quanto sopra e alle autorizzazioni ottenute dalle forze di pubblica sicurezza hanno permesso di accedere alle assegnazioni di beni da parte delle Sopraintendenze del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC).
Dall’anno 2010 il museo è stato riconosciuto partner dell’associazione dei discendenti della 10a Divisione da Montagna americana.


L’organizzazione museale

I visitatori gli ultimi anni hanno visto un costante incremento medio negli anni  sino agli oltre 5.300 visitatori all’anno del 2015. Nel periodo tra aprile e giugno sono fortemente incrementate le visite di scolaresche e gruppi organizzati.

Abbiamo assistito a un costante incremento di visitatori provenienti, in particolare, dall’America e dal Brasile. Sono spesso veterani e/o discendenti che vengono a visitare i luoghi dove, in prima persona o i loro padri, hanno combattuto.

Le collezioni della seconda guerra mondiale, per il loro riconosciuto pregio ed accuratezza,  sono divenute meta di periodiche visita anche da parte di collezionisti ed appassionati del periodo storico che, ogni anno, sanno di trovare nuove proposte anche in termini di incremento degli oggetti esposti.

Il museo ha visibilità sul mondo internet con un suo sito web in italiano, inglese e portoghese, all’indirizzo: www.sulleormedeinostripadri.it o dal sito: www.ioladimontese.it  Sul sito sono pubblicati il numero di visite, ad ora circa 284.000, e i vari paesi del mondo da cui essi contattano il sito web del museo.

Il museo, sia per la gestione ordinaria sia per i lavori ordinari di manutenzione e sistemazione si avvale di volontari che con passione dedicano il loro tempo al costante miglioramento dell’offerta museale.

Le entrate del museo sono riconducibili agli ingressi - l’ingresso è ad offerta libera - alle donazioni liberali e di persone o aziende che a vario titolo sponsorizzano le iniziative del museo e alla vendita dei libri editi dall’associazione culturale Il Trebbo che gestisce il museo stesso e ne è comunque la prima responsabile.


L’attività del Museo e i rapporti con il territorio.

E’ ormai un dato di fatto che negli ultimi 10 anni, dapprima lentamente poi con la velocità imposta dalla recente crisi prima finanziaria poi anche sociale, l’Appennino sta perdendo quel tessuto di turisti e proprietari di seconde case che per decine d’anni hanno trascorso le settimane o i mesi quanto meno estivi nelle località turistiche dell’alto Appennino modenese e bolognese, rappresentando una importante fonte di lavoro e benessere per il territorio.

Il turismo oggi è sempre più mirato a trascorrere week end in luoghi che offrano proposte originali ed effettivamente attrattive per l’interesse personale o dei componenti la famiglia. Mentre per l’appassionato le distanze sono relativamente ininfluenti, per la famiglia media particolare riguardo è rivolto al contenimento dei costi sia per quanto al trasferimento che al soggiorno. Ha certamente una valenza importante una visita organizzata ove il turista può trovare competenza senza sorprese e certezza dei costi.  

Diviene quindi importante la qualità dei servizi offerti e delle proposte ed è fondamentale, oltre ai canali istituzionali di promozione, il passa parola che è indice di soddisfazione.

Il museo, che ad oggi ha mediamente 3.800/3.900 visitatori all'anno - nel 2015 anno del 70° anniversario della fine della seconda guerra mondiale i visitatori sono stati 5.302 -, assume quindi il ruolo di catalizzare le proposte, da costruire e amalgamare con quelle delle aziende e delle autorità pubbliche in loco, da offrire ai turisti, con una conseguente ricaduta sulle attività di soggiorno in loco ( agriturismi, ristoranti, alberghi, bar ) e a quelle di produzione di beni soprattutto alimentari ( caseifici, salumifici ).


Il progetto

Nel corso di questi anni abbiamo potuto osservare che l’interesse per ciò che riguarda la storia, soprattutto riferito alle collezioni delle Memorie d’Italia (seconda guerra mondiale), è pari se non superiore a quello delle collezioni della Civiltà Contadina. La crescita delle collezioni Memorie d’Italia sia in termini di oggetti sia di importanza storica ha contingentato gli spazi che già ora richiederebbero almeno il doppio di quanto disponibile per rendere agevole l’osservazione degli oggetti e predisporre un aumento delle dimensioni dei cartellini, che ne spiegano uso e caratteristiche, già oggi presenti in bilingue. Proprio per problemi di spazi adeguati non è possibile esporre collezioni di fotografie, cartoline e manifesti.

Alla fine del 2013 la famiglia Malavolti ha donato all’Associazione Culturale il Trebbo un terreno su cui insiste uno stabile, una volta stalla e fienile, che si affaccia sulla piazza del paese di Iola di Montese. Tale struttura dista circa 200 metri dalla canonica che ospita l'attuale struttura museale.

Posizione della struttura costruenda rispetto alla sede del museo.

Il progetto è stato presentato all’ufficio competente del comune di Montese ed ha ottenuto il riconoscimento di intervento di pubblica utilità da parte del Consiglio Comunale. Il progetto, che, previo demolizione, prevede la costruzione, su un unico piano, di un nuovo edificio specificatamente progettato ai fini museali ha ottenuto il parere favorevole dei Vigili del Fuoco e conseguentemente, il data 3 ottobre 2016, è stata rilasciata la licenza di costruzione da parte dell’ufficio tecnico del comune di Montese.

 

  Posizione in mappa.

 

Lo sviluppo in pianta sarà di circa 300 mq oltre a 72 mq di soppalco destinato alla esposizione di documentazione. L'insieme è strutturato in modo tale da ottenere una migliore fruibilità in termini di razionalizzazione di spazi e di accesso alle persone diversamente abili.

Dalla platea della fondazione otto colonne per lato sorreggeranno quattro campate di un tetto in legno a quattro acque. I muri perimetrali saranno rivestiti esternamente con un cappotto di 12 cm. L’interno sarà un completo spazio aperto il cui arredamento sarà composto dalle vetrine, dei mezzi esposti e dai manichini a diorama. Sul lato dell’entrata saranno presenti, su lato sinistro, due bagni con antibagno e sul lato destro un ufficio e un locale per l’immagazzinamento di oggetti e per la loro manutenzione. Particolare cura sarà rivolta all’illuminazione dagli ambienti interni dove il legno e il sasso saranno padroni dell’architettura: tetto e travi in legno a vista, pavimento in "legno" , acquisizione di ulteriori vetrine in legno, muri con isole in sasso e vecchi mattoni fatti a mano. 

Museo interno

Pianta di massima dell’allestimento interno della nuova struttura

 

Sulla sinistra dell’ingresso un’area appositamente predisposta sarà dedicata alla posa delle targhe che, negli anni a venire, ricorderanno ai visitatori i benefattori che hanno contribuito alla costruzione della struttura.

 

 

 Vista di massima della facciata principale.

 

  Museo 3D

 Vista di massima dell'allestimento interno. Piano terra.

                            

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 Filmato in rendering della bozza di allestimento interno.


L’organizzazione conseguente e futura

La futura organizzazione del Sistema Museale di Iola di Montese prevede quindi lo spostamento di tutte le collezioni relative alla seconda guerra mondiale dall’attuale primo piano del museo alla nuova struttura che sarà denominata Memorie d’Italia. Questo permetterà di:

-          migliorare sensibilmente l’esposizione degli oggetti che attualmente “affollano” l’interno delle vetrine e realizzare cartelli descrittivi di dimensioni maggiori e conseguentemente in grado di offrire una descrizione più completa dell’oggetto.
-          razionalizzare l’esposizione dei manichini creando anche diorami con i sufficienti spazi per piedistalli descrittivi.
-          Inserire nelle collezioni esposte ulteriori oggetti, attualmente immagazzinati per carenze di spazi.
-          creare le premesse per ospitare eventuali future donazioni o conferimenti di oggetti o intere collezioni

Nessun cambiamento è pianificato per le collezioni della Civiltà Contadina esposte nell’attuale struttura Raccolta di cose Montesine. Al primo piano saranno conseguentemente riallestite:
-          l’attuale sala Q ricorderà l’impatto che ha avuto la guerra sul territorio e nei suoi abitanti.
-          l’attuale sala P ospiterà armi e antichi oggetti risalenti al periodo tra il XVI e il XVII secolo.
-          nell’attuale sala R saranno esposti i reperti di archeologia e fossili attualmente nella sala riunioni
-          l’attuale sala O verrà allestita a biblioteca riuscendo, finalmente, ad esporre le centinaia di libri attualmente immagazzinati e che non è stato possibile rendere disponibili al pubblico per mancanza di spazi adeguati.


Perché le proposte di richiesta contributi.

Il Gruppo Culturale il Trebbo è una associazione che non ha fini di lucro e così come il proprio scopo principe, come da statuto, è quello di documentare e riportare alla memoria la storia del territorio valorizzandone le peculiarità storiche è anche vero che le limitate entrate economiche sono derivate dalla edizione di circa 2/3 libri all’anno, dalle offerte relative all’ingresso al museo – gratuito – e da alcune sponsorizzazioni di aziende locali.

Il mezzo principale di promozione del territorio è proprio il museo ed è un dato di fatto che il sensibile aumento dei visitatori sta avendo, e sempre più avrà, ricadute in termini di notorietà del territorio ed economiche per le attività collegate (agriturismi, ristoranti, caseifici, salumifici etc)

L’occasione, peraltro non programmata, della donazione della famiglia Malavolti è divenuta quindi un momento importante e di svolta nella vita dell’associazione e nello sviluppo delle attività di promozione. Il costo ad oggi preventivato per la realizzazione della nuova struttura anche in termini di nuovi arredi e impianti è di 350.000 Euro.

Per i motivi più sopra descritti è però necessario affrontare questa nuova sfida anche con il contributo di tutti coloro che condividono gli scopi e le idee dell’associazione che prendono vita in questo progetto: Un Mattone per il Museo. Questo non è un progetto meramente commerciale ma di interesse generale e certamente un incontro personale con il Presidente dell’associazione Sig. Erminio Bernardi meglio si adatta ad ogni eventuale richiesta di eventuali ulteriori informazioni.

 
Per contattarci

Il museo Raccolta di Cose Montesine ha sede in via Trebbo n°1 nella frazione di Iola nel territorio del comune di Montese in provincia di Modena.

Direttore: Bernardi Erminio – 320 4397331

Web site: www.sulleormedeinostripadri.it

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 
L’associazione culturale Il Trebbo ha sede in via Riva n° 1 nella frazione di Maserno nel territorio del comune di Montese in provincia di Modena.
Codice Fiscale 92004130362 - Partita IVA 03554420368 .

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Sistema museale

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L'ingresso del museo

    Il sistema museale di Iola di Montese nasce nel 2011 ed è costituito da una serie di collezioni tematiche, composte da circa 4.000 oggetti, che si sviluppano su 16 sale per una superficie complessiva di circa 600 mq e da alcuni percorsi che attraversano i campi di battaglia dove soldati alleati e tedeschi combatterono nei mesi a cavallo tra il 1944 e il 1945 sulla seconda e ultima linea di resistenza della Linea Verde più conosciuta come Linea Gotica. Il museo,  riconosciuto MUSEO DI QUALITA' dall'Istituto dei Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, si affaccia sulla piazza del paese, che si trova a circa 920 mt slm, di fianco alla chiesa costruita nel 1630. L'ospitalità è garantita dagli ampi parcheggi e dai vicini agriturismi, di cui uno raggiungibile con una breve passeggiata. 

 
 Marchio2 memorie b     Le collezioni MEMORIE D'ITALIA, costituite sin dal 2003, riguardano specificatamente il periodo della seconda guerra mondiale, e sono suddivise in varie sale dedicate ai vari eserciti che hanno combattuto in zona tra la fine del 1944 sino alla fine della guerra in Italia: Wehrmacht - Heer -, 232a Divisione di fanteria e 114a Jager - US Army, 10a Divisione da Montagna, Força Expedicionária Brasileira (FEB) e dell'esercito italiano sia Regio che della Repubblica Sociale.
Una vetrina ospita alcuni oggetti in dotazione all'esercito inglese.

 

 Alpini americani della 10a Divisione da Montagna     Tutti gli oggetti , raccolti per tipologia, rappresentano quello che avevano a disposizione i soldati in prima linea. Sono esposte uniformi, decorazioni, distintivi, armi, oggetti d'uso comune, di soccorso e vari tipo di abbigliamento ed accessori. Le raccolte, che evidenziano le peculiarità tecniche e la qualità di mezzi anche di conforto, disponibili sino alla prima linea di combattimento, sono finalizzate a comprendere quale logistica era alle spalle dei combattenti sui vari campi di battaglia secondo l'assioma per cui le guerre vengono vinte dall'esercito che ha gli uomini più motivati e la migliore logistica. Il museo è stato riconosciuto ufficialmente dall'Associazione dei Discendenti della 10a Divisione da Montagna che ogni tre anni organizza il ritorno sui campi di battaglia dell'alto appennino tosco-emiliano: il prossimo tour è previsto in giugno del 2020 e sarà un'altro appuntamento per ricordare i combattimenti della 5a armata alleata che, in questa zona, portarono allo sfondamento delle difese tedesche da parte dei soldati della 10a Divisione da Montagna. I soldati Brasiliani della F.E.B., dopo la conquista di Monte Castello e Montese sostituirono gli americani nelle retrovie. Nelle sale dedicate alla storia del nostro paese sono presenti anche libri, pagelle e oggetti scolastici del ventennio.

 


 sentierib   Il museo è circondato dai campi di battaglia che tra il 1944 e il 1945 furono insanguinati dai combattimenti, che coinvolsero sia i soldati che la popolazione civile, in un inverno tra i più freddi e nevosi a memoria d'uomo. Oggi attraversano questi campi di combattimento i SENTIERI DELLA LINEA GOTICA  che seguono i crinali e i boschi dove sono ancora visibili le trincee e i camminamenti degli opposti eserciti e dove è ancora possibile trovare qualche reperto bellico. Un percorso di riflessione tra castagni secolari e memorie che stanno svanendo nello scorrere del tempo.

 

Ricostruzione di un osservatorio tedesco in cima a Monte Terminale    A cavallo tra il 1944 ed il 1945 sulle alture che dominano il paese correva la Linea Verde II, seconda linea di resistenza in profondità dell'esercito tedesco, originariamente più conosciuta come Linea Gotica e rinominata, nella metà del 1944, Grune Line (Linea Verde). Immediatamente adiacente all'edificio che ospita il museo ha inizio un sentiero attrezzato che si sviluppa per circa 800 metri sul crinale del M.te Terminale. Il 3 marzo 1945 i soldati dell'86°
reggimento della 10a Divisione da Montagna, una volta conquistato il monte, discesero verso l'abitato di Jola per liberarlo dalle truppe tedesche. Nel 2011 sulla cima, vicino ad un piccolo oratorio, e lungo il crinale sono state ristrutturate e in parte ricostruite le trincee e un osservatorio dove i soldati dei due schieramenti si riparavano e dalle quali hanno combattuto. Alla base del monte è stato ricostruito nel 2013, sulle testimonianze di chi allora c'era, un rifugio che veniva utilizzato dagli abitanti del paese per proteggersi dai pesanti bombardamenti, sopratutto di artiglieria, di entrambi gli schieramenti. Il sentiero principale, che si sviluppa dal parcheggio nella piazza del paese del paese lungo un crinale di circa 16 km, verso il Monte della Torraccia, Ronchidoso sino alla cima del Monte Belvedere. Il tempo di percorrenza è di circa 6 ore. Su entrambi i lati e per i lunghi tratti che attraversano i boschi sono visibili le testimoninaze dei combattimenti avvenuti 75 anni fa.   

 
Cosemontesineb      Il contenitore Raccolta di Cose Montesine raccoglie, sin dalla costituzione del museo avvenuta nel 1992, le collezioni dedicate alla CIVILTA' CONTADINA che abbracciano la vita dei nostri padri tra la metà del 1800 e la metà del 1900. Le sale tematiche si sviluppano sui percorsi dell'abitazione rurale, della lavorazione dei prodotti della terra e dei mestieri ormai dimenticati. Le raccolte sono estremamente accurate e sono esposti anche pizzi, abiti e tessuti della fine del 1800. 

 

  Telaio per tessitura della metà del 1800     Il percorso dell'abitazione rurale ricostruisce gli ambienti della cucina, dove la famiglia si riuniva sopratutto nelle lunghe serate d'inverno, della camera da letto e delle attività che si svolgevano in casa come la filatura e la tessitura. Il percorso della lavorazione dei prodotti si sviluppa dall'attrezzatura per lavorare la terra sino alle varie sale dedicate alla lavorazione dell'uva, della castagna, della patata e del grano. La ricostruzione fedele della stalla e delle sue attività completa il quadro. Il percorso dei mestieri si sviluppa nell'esposizione dell'attrezzatura del ciabattino, che anche nell'immediato dopoguerra si recava presso le famiglie per riparare calzature o fare di nuove, e del carpentiere. Nei locali sul retro del museo sono presenti una vecchia trebbiatrice a cinghia e i trattori che fino al dopoguerra servivano per lavorare le spighe di grano. Durante il periodo estivo, nelle piazze dei paesi, queste macchine vengono riattivate per delle dimostrazioni di trebbiatura del grano.

Donazione di oggetti al museo

Stai pensando di donare degli oggetti al museo ?

Il museo ha sempre fatto affidamento sulla donazione di oggetti che aiutino a conservare, ricostruire, spiegare, illustrare e interpretare le esperienze e la vita dei nostri avi collegate al periodo in cui sono vissuti. Ci pare una indispensabile e fondamentale necessità che permette di trasmettere e rinnovare questa conoscenza agli appassionati di storia, alle giovani generazioni e alle scolaresche che sempre più spesso visitano il museo.

Le offerte di donazione vengono valutate caso per caso secondo le linee guida fissate dal comitato direttivo del museo.

Vi preghiamo di contattarci preventivamente via email all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  descrivendo l'oggetto o gli oggetti che vuoi donare.


Altre informazioni utili sono:
Qual'è la storia dell'oggetto o degli oggetti ?
Dove, quando e chi lo ha fatto ?
Chi lo possedeva ?
Per cosa e quando è stato utilizzato ?
Ci sono delle storie su questo oggetto ?
In che condizioni di conservazione è l'oggetto ?
Se possibile è gradito l'invio di una fotografia che includa un righello o una penna per dare il senso delle proporzioni.

Le informazioni relative ai vostri dati saranno utilizzate solo nella gestione della donazione comunque secondo la nostra Informativa sulla Privacy

 
Cose da considerare prime di offrirsi per fare una donazione:
Discutere e condividere la donazione con tutti i membri della famiglia.
Una volta donato nessun oggetto può essere restituito.

 
Cosa fa il museo:
Raccogliamo materiale suddiviso per collezioni: Civiltà Contadina, Seconda Guerra Mondiale, Memorie Antiche. Le raccolte e conseguentemente le quantità e il tipo di oggetti esposti, previo la salvaguardia della qualità storica, sono direttamente correlati agli spazi disponibili. Anche se una parte di questi spazi è dedicata alla rotazione periodica di oggetti dai nostri magazzini a volte può accadere che, dopo un'attenta valutazione dei nostri curatori, alcune offerte di donazione possano essere rifiutate.

Essendo ufficialmente riconosciuto e adottando tutti i criteri di protezione e salvaguardia richiesti dalle Forze dell'Ordine il museo può accettare anche donazioni di armi già regolarmente denunciate all'autorità competente. In questo caso è comunque necessario adottare particolari procedure che sarà nostra cura spiegarVi approfonditamente. E' comunque da precisare che l'interesse museale in questo campo di riferisce ad oggetti antecedenti al 1950 ovvero che siano di interesse storico e artistico.

All'interno delle tipologie di collezioni sono benvenuti anche diari, lettere, fotografie, filmati. In questi casi la donazione prevede anche l'assenso e la liberatoria allo studio, alla pubblicazione in libri specifici e/o sul sito internet del museo fermo restando la citazione della provenienza.

L'invio degli oggetti al museo, una volta perfezionata la donazione, è a carico del museo. Quando possibile preferiamo organizzare un incontro presso il museo ove vogliate consegnare personalmente gli oggetti donati.

Ovviamente, previo vostro assenso, il vostro riferimento sarà inserito nell'elenco dei donatori o benefattori del museo.


Cosa non fa il museo:
Garantire l'esposizione costante e la digitalizzazione di tutti gli oggetti
Fornire valutazioni di prezzo di oggetti
Accettare oggetti proibiti quali il munizionamento attivo


CONTATTO:

E-mail:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

I Benefattori del Museo

    Questa pagina è dedicata ai benefattori che attraverso le loro donazioni hanno contribuito ad arricchire le collezioni o hanno permesso di realizzare progetti finalizzati a  promuovere il museo o a migliorarne le strutture. A loro và la nostra gratitudine e ci pare giusto evidenziarli:

Brian Schneider in memoria di Norman Manees
Grace in memoria di Bob Yank
Famiglie Bonzi Ezio e Andrea in memoria di Bonzi Bruno e Bonzi Elio
Famiglia Baveri Maria
Famiglia Santoro in memoria del Generale di Brigata Nicola Santoro
Elettra Macchioni in memoria del papà Bruno

 

Targab

La targa posta all'ingresso delle collezioni della seconda
guerra mondiale al primo piano del museo.



Per avere concesso le loro collezioni al museo è doveroso ringraziare:

- I fratelli Andrea e Giuliano Gandolfi per le collezioni della 10a Divisione da Montagna, della Werhmacht e parte della FEB.

- Michele e Giovanna Ciccone per la collezione di Memorie Italiane del periodo della seconda guerra mondiale.

Fai una donazione

L'attività del museo si basa sul volontariato e sulle donazioni.

Una tua donazione può contribuire affinchè le nuove e future generazioni possano trarre insegnamento dal proprio passato.

Crediti

        Link all'accreditamento dell'Associazione discendenti della 10a Divisione da Montagna                     

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