Storia del museo
Scritto da AeG   
Domenica 31 Ottobre 2010 23:00

 

 

Iola, oggi frazione del comune di Montese,  faceva parte di Monteforte famoso nel passato perché posto, con il suo castello e le sue fortificazioni, sul confine fra il Ducato di Modena e lo Stato Pontificio del quale Bologna faceva parte. Il territorio di Monteforte fu sempre terreno di scontri e di scorribande fra le due parti, lo testimoniano toponimi come Malandrone, Orebuie e Malavolta, località poste lungo quel confine.


Distrutto e abbandonato il castello all’inizio del  XVI  secolo ( 1630 circa), una parte del suo territorio passò alla frazione di Maserno, l’altra diede origine alla frazione di Iola, nata in quegli anni anche come parrocchia, prima era una borgata col nome di Malavolta.


La chiesa e annessa canonica

 

In quel periodo, precisamente nel 1683, fu costruito l’edificio in cui attualmente si trova il museo, allora canonica della chiesa parrocchiale. Nel corso degli anni  subì  vari interventi conservativi a cominciare  da quello del 1728 per i danni dovuti allo stato di abbandono in cui fu lasciato poiché i  parroci di allora, tutti di Iola, preferirono risiedere nelle loro abitazioni di famiglia.

Nel 1855 fu restaurato il portale d’ingresso in sasso e nel 1905 il camino della cucina, pure in sasso.


Durante l'ultimo anno della seconda guerra mondiale sui monti immediatamenti adiacenti al paese, passava il fronte: la linea Gotica. Nei primi mesi del 1945 la chiesa fu completamente distrutta dai bombardamenti sia aerei che di artiglieria, il campanile invece rimase quasi integro, e la canonica, pur danneggiata, continuò ad essere abitata dal parroco. Ricostruita la chiesa nel 1950 e con essa la nuova canonica, questa ospitò alcune classi della scuola  elementare poi rimase in abbandono per  vari decenni subendo danni tali da  divenire cadente e pericolante.


Il logo dell'associazione culturale Il Trebbo


Nel 1990 il gruppo culturale “Il Trebbo” insieme alla parrocchia decise di recuperarla e destinarla a museo “Raccolta di cose montesine”.

 

 

L'ingresso del museo

 

Gli onerosi restauri, coordinati con entusiasmo impegno e competenza dall'allora parroco don Fabrizio Martelli, furono portati a compimento grazie alla generosità di vari enti e singole persone e alle prestazioni volontarie di tanti montesini e di ospiti simpatizzanti.

 

Queste sale  accolgono oggetti documenti  e testimonianze  legati al territorio e perciò espressione del patrimonio culturale di questi luoghi, sono frutto di  prestiti e donazioni  spontanee di residenti o ospiti assidui e legati al nostro paese.

 

 

I criteri scelti per l’esposizione del materiale sono i seguenti:

  • ricreare modi e ambienti di vita del passato: la cucina, la camera da letto, la cantina,  strumenti di lavoro agricolo, la stalla, il mulino, il falegname, il calzolaio, il telaio;
  • offrire testimonianze sull’origine geologica dei nostri monti: minerali e fossili;
  • proporre oggetti e documenti su un avvenimento eccezionale e drammatico  vissuto dalla nostra gente: la guerra.


La visita può seguire due linee didattiche:

  • osservazione diretta degli oggetti e degli strumenti che formavano il corredo dei vari ambienti di vita con analisi e descrizione del loro uso oppure:
  • evoluzione di un tema specifico, es. percorso del grano: aratura, semina, mietitura, accumulo delle  spighe (“covoni” “pignoni” e “ meda”), macinazione e usi.


La canonica che ospita il museo

 

Nel 2004, anche grazie all'impegno di alcuni appassionati di storia militare, furono allestite due sale - oggi l'esposizione occupa l'intero primo piano - per esporre oggetti risalenti al periodo della seconda guerra mondiale. Il materiale è stato suddiviso per eserciti di appartenenza: è possibile quindi osservare armi, divise e oggetti d'uso quotidiano appartenuti ai soldati della Wehrmacht, ai brasiliani della FEB e agli americani della 10a divisione da montagna.

 

 

Più recentemente, tra il 2009 e 2010, una serie di ampliamenti del museo hanno annesso la vecchia stalla e il fienile collegandole direttamenete alla struttura principale della canonica deve è ospitato il museo. Il recupero della cantina sottostante alla canonica ha completato una profonda ristrutturazione finalizzata ad offrire al visitatore una serie di sale tematiche create negli ambienti originali dell'epoca.


Logo musei di qualità

 

Nel 2011 il museo è stato riconosciuto come MUSEO DI QUALITA' dall'Istituto per i Beni Artistici Culturali e Storici della Regione Emilia Romagna.

 

 

 


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