Lo Heer, le forze di terra dell'esercito

       La convinzione degli Stati Maggiori dell'esercito tedesco (Heer) sul fatto che una nuova guerra sarebbe stata ben diversa da tutte quelle sino a quel momento combattute, prese forma a seguito della comparsa del carro armato sul finire della Prima Guerra Mondiale. A causa delle limitazioni del trattato di Versailles l'esperienza su tale nuova arma fu portata avanti in modo sotterraneo e spesso nei campi di addestramento in Unione Sovietica. La preparazione alla Seconda Guerra Mondiale, nel periodo pre-bellico, vide lo sviluppo di un programma incentrato sulla stretta collaborazione tra forze corazzate, aviazione e fanteria meccanizzata con le masse di carri armati lanciate a sfondare le linee nemiche e portare il caos nelle retrovie con la copertura dell'aviazione. La guerra diventava aggressiva e basata sulla velocità di spostamento: la Blitzkrieg. Il tutto fondamentalmente basato sull'addestramento e le nuove tattiche in quanto dal punto di vista qualitativo i primi carri armati tedeschi non avevavo grande corazzatura e l'armamento non era così temibile ma contando principalmente sulla velocità sul campo di battaglia.

      All'entrMauser98bata in guerra le armi per la fanteria erano un insieme di tradizione, il Mauser 98 o la versione corta Karabiner 98k e di modernità, la Maschinenpistole 1938 o MP38 una pistola mitragliatrice ideata da Heinrich Vollmer. Il 98k era un ottimo fucile a otturatore girevole che sparava munizioni 7,92 x 57 mm mentre la MP38, seppur costosa nella produzione, sparava munizioni 9 x 19 mm parabellum ed era adatta a combattimenti ravvicinati. Quando i tedeschi entrarono in possesso del fucile semiautomatico Tokarev catturato ai sovietici capirono che dovevano dotarsi anch'essi di un'arma simile. Venne proposto il Gewehr 41 prodotto dalla Mauser e dalla Walther in due modelli diversi entrambi inaffidabili. Nel 1943 la Walther propose un nuovo modello che riassumeva le migliori caratteristiche del suo precedente modello di G41 con nuovi sviluppi: il Gewehr 43 entrò quindi in servizio e dal 1944 assunse la denominazione di Karabiner 43. Nel corso della guerra furono prodotte diverse nuove armi iniziando dall'MP40 che aveva le stesse caratteristiche dell'MP38 ma era costruito a lamiere stampate e saldate il che lo rendeva meno costoso da produrre. Tra il 1941 ed il 1943 fu sviluppato il Fallschirmjaeger Gewehr 42 o FG42 un fucile automatico in dotazione alle truppe aviotrasportate della Luftwaffe e da molti ritenuto il primo fucile d'assalto della storia. Più o meno nello stesso periodo iniziò lo sviluppo del fucile d'assalto Sturmgewehr 44. Nato da un primo modello denominato MKb42 poi sviluppato nell'MP43 ed MP44, l'Stg44 è stata un'arma rivoluzionaria che ha cambiato il volto della fanteria. Il Sovietico AK47 è ispirato all'MP44 per quanto al design e la munizione. Queste armi diventarono fondamentali nei combattimenti ravvicinati sui campi di battaglia dove l'esercito tedesco era in difficiltà se non in ritirata su diversi fronti.

MG42con cannab      Per quanto alle mitragliatrici l'esercito tedesco era entrato in guerra con la Maschinengewehr 34 o MG34 realizzata dalla Mauser ed alimentata a nastri da 200 colpi o da caricatori d'assalto da 50 colpi. Un gioiello di meccanica che sparava munizioni 7,92 x 57 mm ed un rateo di fuoco di 1000 colpi/minuto, ma che la precisione teutonica avava reso soggetta a problemi funzionali, sopratutto in condizioni di utilizzo critiche, dovuti alle scarse tolleranze delle pregevoli lavorazioni meccaniche fatte tutte di tornio e fresa; non ultimi giocavano a suo sfavore il lungo tempo di produzione e il conseguente alto costo. Venne quasi subito sostituita nella produzione dalla Maschinengewehr 42. L'MG 42 si dimostrò subito una ottima mitragliatrice di squadra costruita in lamiera stampata, veloce da costruire, affidabile e con un altissimo rateo di fuoco di 1200 colpi/minuto utilizzava le stesse munizioni e caricamenti del'MG34. Risultò essere una delle migliori mitragliatrici dell'epoca ed oltre, tanto che è tutt'ora in servizio in diversi eserciti incluso quello italiano nel modello MG 42/59 con munizionamento NATO 7,62 x 51 mm e rateo di fuoco più basso attorno agli 800 colpi/minuto.

88ab      In considerazione dei divieti imposti alla Germania dal trattato di Versailles all'inizio della seconda guerra mondiale l'artiglieria era moderna sia in quella pesante, che nelle specialità contraerea ma sopratutto anticarro. Mano a mano che i carri armati diventavano più corazzati e veloci anche l'artiglieria controcarro si evolveva passando dal 3,7 al 5 e al 7,5 cm. Già all'entrata in guerra i cannoni contraerei 8,8 cm Flak 18 si erano dimostrati molto efficenti anche nel ruolo di cannono controcarro. La versione controcarro 8,8 cm Pak 43 entrò in servizio nel 1943 e utilizzato principalmente nel teatro del Nord Africa insieme ai Flak 18 e Flak 36 che erano però troppo alti e quindi più esposti al tiro delle artiglierie nemiche. Le armi controcarro assunsero sempre più importanza sui campi di battaglia in quanto gli Alleati, dopo l'entrata in guerra dell'America, disponevano di migliaia di carri armati che, se pur di corazzatura media, erano veloci. Venne quindi studiata e prodotta un'arma semplice e poco costosa, un'arma personale usa e getta, ovvero un lanciatore per granate a razzo a carica cava contro carro: il Panzerfaust. Nei suoi cinque modelli aveva una gittata utile tra i 30 ed i 150 metri e poteva perforare corazze dai 140 ai 300 mm.

pzkfwIIIb      Nelle campagne di Polonia e Francia il principio della mobilità fu interpretato dei carri armati Pzkfw II e Pzkw III rispettivamente da 10 e 20 tonnellate che erano armati, il primo con una mitragliatrice da 20mm ed il secondo con un cannone 50/42mm ed una scorta di oltre 90 colpi. Entrambi potevano arrivare ad una velocità su strada di 40 km/k contro i 24 km/h su strada e 12 km/h su sterrato dei carri Matilda britannici. Questo vantaggio in velocità avveniva a discapito della corazzatura che nella formula di progettazione di un carro armato - mobilità / potenza di fuoco / protezione - è l'ultimo dei requisiti. Sul campo erano anche presenti i Pzkfw IV di 22 tonnellate e armati con cannone da 75/24 mm prima, da 75/43 e 75/48 poi, la scorta era di 80 colpi. La corazzatura passava dai 30 mm massimi dei II e III agli 80 mm del IV pur mantenendo una velocità di 42 km/h su strada e 20 km/h sullo sterrato a dimostrazione che l'idea tedesca dell'uso del carro non era solo di appoggio alla fanteria ma come arma da usare in massa per sfondare le linee nemiche e aprire la strada alla fanteria motorizzata per completare la conquista del territorio.

Al Panzer IV si affiancarono i modelli Pzkfw VI Tiger e Pzkfw V Panther.

Tigerb      Il Pzkfw VI Tiger era stato progettato per essere superiore a tutti i carri nemici. Entrò in servizio nel 1942 equipaggiato con un cannonne anticarro 8,8 cm KwK 36 L/56 che consentiva di perforare la corazza di qualsiasi carro britannico e americano ad oltre 1.500 metri. Aveva una riserva di 93 colpi ed una corazzatura frontale di 140 mm. Era spinto da un motore a benzina Maybach, 12 cilindri a V, da 700 cv raggiungeva una velocità di 40 km/h su strada e di 20 km/h su sterrato. Il suo limite e punto debole era il peso: 57 tonnellate che lo rendeva particolarmente inadatto a terreni mossi o ponti che non fossero più che robusti.
Solo nel 1944 la produzione venne progressivamente ridotta fino a cessare di fronte allo sviluppo delle armi anticarro avversarie: il cannone sovietico da 12 mm e quello britannico da 25 libre potevano perforare la corazza frontale del Tiger a 1.500 metri. Ne furono prodotti oltre 1.300 esemplari.
Il Pzkfw V Panther, entrato in servizio 1943, era molto più leggero e manovrabile del Tiger. Progettato per essere più agile del T34 e più protetto del carro pesante KV1 sovietici era equipaggiato dal cannone 75/70 mm le cui prestazione erano di poco inferiori al cannone da 88 mm. Aveva una riserva di 82 colpi e seppur spinto da un motore da 700 cv come il Tiger aveva una autonomia doppia e raggiungeva una velocità di 46 km/h su strada e di 30 km/k su sterrato nonostante il peso di 45 tonnellate. Ne furono prodotti oltre 5.500 esemplari.

Bibliografia:
The German Assault Rifle 1935-1945 by Peter R. Senich
The German Machine Gun - Revised Edition - by Daniel D. Musgrave
Der Panzer-Kampfwagen PANTHER und seine abarten by Walter J. Spielberger
Panzerkampfwagen TIGER by Uwe Feist & Bruce Culver

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Crediti

        Link all'accreditamento dell'Associazione discendenti della 10a Divisione da Montagna                     

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